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Das Corona-Semester, un’esperienza indimenticabile

Le due studentesse di Lingue applicate Chiara Cavina e Virginia Savini, provenienti dall’Italia, hanno trascorso, durante il periodo del Coronavirus, il loro semestre di scambio presso l’Istituto di Traduzione e Interpretazione IUED della ZHAW. Queste sono state le loro esperienze culinarie, culturali e formative, in particolare per quanto riguarda il distance learning. Racconto di un particolare semestre di scambio alla ZHAW.

di Chiara Cavina e Virginia Savini, studentesse del quarto semestre del bachelor di Lingue applicate all’Università di Bolgona

Hoi zämä! Forse vi starete chiedendo come abbiano trascorso due studentesse italiane il loro semestre di scambio ai tempi del Coronavirus. Beh, principalmente facendo ciò che gli italiani amano di più: mangiare! A parte gli scherzi, se volete scoprire qualcosa di più sul nostro “ausserordentlichen Austausch”, non vi resta altro che continuare a leggere. Viel Spass!

Doveva essere un normale periodo di scambio. Tutto è cominciato il 10 febbraio 2020, quando per la prima volta abbiamo varcato la soglia della ZHAW. Ed è proprio così, tra lezioni auf Deutsch, Züri-Rösti ai pasti e Gipfeli in Cafeteria, che iniziava la nostra promettente avventura in Svizzera. Mai ci saremmo immaginate quello che sarebbe successo.

Lockdown e distance learning

Da un giorno all’altro ci siamo ritrovate, così come gli altri studenti e i professori, a doverci confrontare con una situazione nuova ed inaspettata, che ha portato con sé varie sfide da affrontare. Prima tra tutte, la lotta quotidiana contro la “pigrizia da distance learning”. Bisogna ammetterlo, fare lezione da un posto che non fosse il letto (non mentite, lo avete fatto anche voi) non è sempre stato facile. E, soprattutto, indossando qualcosa che non fosse il pigiama, sfruttando il fatto che spesso non occorresse accendere la videocamera. Chiaramente, in certi momenti la motivazione ne ha un po’risentito, però in generale l’ottima organizzazione delle lezioni online ha contribuito a rendere tutto più facile. Anche i professori e il personale dell’ufficio relazioni internazionali, con la loro disponibilità e gentilezza verso di noi, ci hanno aiutato molto e non ci hanno fatto sentire abbandonate al nostro destino.

Un’altra difficoltà che si è presentata è stata ovviamente mantenere i contatti sociali. In appena un mese di lezioni, infatti, non avevamo avuto abbastanza tempo per conoscere i colleghi svizzeri e gli altri studenti di scambio, opportunità diventata pressoché nulla con il lockdown. Tuttavia, abbiamo avuto la possibilità di approfondire la conoscenza dei nostri numerosi coinquilini, in totale ben 7! Loro sono diventati i nostri principali compagni di avventure e le nostre guide alla scoperta della cultura svizzera, tra un Cervelat e un Bratwurst grigliati in giardino e giochi di società auf Schwiizerdüütsch.

Tornare o rimanere? (Questo è il dilemma…)

Essere da sole, lontane da casa, non è stato per noi motivo di preoccupazione e sicuramente abbiamo avuto la fortuna di godere di una certa libertà anche durante la fase più critica dell’emergenza. Sapere però che la situazione a casa era più complessa ovviamente ci faceva stare in pensiero, soprattutto per il fatto che eravamo consapevoli di non poter essere vicine ai nostri cari in un momento così delicato. Anche per questo motivo, quando ci è stato proposto di tornare a casa in anticipo e finire così lo scambio, non è stato facile per noi prendere subito una decisione. Alla fine, però, abbiamo optato per rimanere perché abbiamo pensato che, seppur in maniera limitata, avremmo potuto continuare a migliorare il nostro tedesco e, soprattutto, la sua forma più nobile, il caro Schwiizerdüütsch.

Certamente non è stato il semestre che ci aspettavamo, però siamo molto felici e soddisfatte dei mesi che abbiamo passato qui e sicuramente porteremo sempre con noi tutto ciò che abbiamo imparato (tranne il rifiuto della ß…quella bisognerebbe usarla!). Se ne avessimo l’opportunità, trascorreremmo volentieri un altro semestre qui (a questo proposito: non è che avreste ancora due posti liberi per noi???).

Beh, in ogni caso, ora è arrivato il momento di salutarci: questo però non sarà un addio!

Uf wiederluege Schwiiz!


Per saperne di più



Nel Bachelor in Lingue applicate, l’Istituto di Traduzione e Interpretazione IUED forma professionisti della lingua e della comunicazione, in grado di agire con sicurezza tra lingue, culture e domini diversi. Il corso di studi mette in condizione di operare nella gestione di progetti, eventi e informazioni in contesti multilingui, nell’ambito della traduzione o nella comunicazione tecnica all’interfaccia tra persone e tecnologie.

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