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Milano, Living in a ghost town

Diario della quarantena tra confinamento, silenzi, canzoni sui balconi e didattica a distanza… Hellmut Riediger, docente della sezione di italiano dell’Istituto di Traduzione e Interpretazione IUED, racconta della vita quotidiana di questi mesi a Milano, epicentro della pandemia.

di Hellmut Riediger, Docente di traduzione, scienze della comunicazione, terminologia e documentazione, IUED Istituto di Traduzione e Interpretazione

A Milano almeno 1 abitante su 5 è straniero.  Solo nel 2019 sono arrivati 11 milioni di turisti da tutto il mondo. In ogni strada e su ogni mezzo si sentivano persone parlare nelle lingue più diverse.

All’improvviso, a fine febbraio, si allarga l’ombra del virus. Il sipario comincia a calare: chiusi prima lo stadio Meazza e la Scala, poi le scuole, le università, i cinema, i musei, le chiese, il Duomo poi i bar e i ristoranti ecc. I mezzi pubblici e le strade sempre più vuoti. Milano l’epicentro della pandemia…

Il governo decreta: #iorestoacasa.  Scatta il lockdown totale. Tutto si ferma, le luci si spengono.

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Quarantena

Silenzio, sempre silenzio, interrotto solo dalle sirene di qualche ambulanza. L’atmosfera è sempre più surreale, sempre più spettrale.

Living in a ghost town. Il recente brano dei Rolling Stones sembra fatto per Milano.

I media parlano solo di una cosa, quella cosa. Un costante e martellante aggiornamento delle statistiche delle vittime e dei contagiati. Per sdrammatizzare, sui social media e nelle videochat si cerca di riderci su. Si può uscire per fare la spesa nel raggio di poche centinaia di metri da casa. Ogni tanto con la borsa o il carrellino si osa spingersi qualche isolato più in là.

Per due mesi le giornate scorrono quasi tutte in una stanza, chiamata home office. Nel mondo reale parlo solo con mia moglie e mio figlio, e con qualche vicino di casa incontrato sulle scale o dalla finestra. Come nel resto d’Italia, capita che cantiamo e suoniamo sui balconi insieme alle persone delle altre case.

Per lavorare, scrivere e parlare col mondo esterno c’è sempre e solo lo stesso computer su un tavolino bianco con vista sul cortile.  Da lì in questi mesi si svolgono le conversazioni di lavoro e lezioni. I contatti regolari con i visi familiari di studenti e colleghi dello IUED e della ZHAW fanno sembrare tutto un po’ più normale.

Risveglio di primavera…

Ma il silenzio di una vita senza traffico e frenesia ci regala anche conigli nei giardini, papere che camminano per strada, navigli con acqua cristallina e aria che sembra di montagna e il tempo per osservare le fioriture di questa stranissima primavera. Le strade deserte offrono scenari metafisici alla De Chirico dove la poca gente che si incontra è senza fretta e sembra più gentile.

Ora siamo nella fase 2. Il lockdown è finito, ma sono rimaste le mascherine. Ovunque e sempre più variopinte, a coprire i volti o abbassate. Si rivedono persone “vere” che sembravano finite in un’altra dimensione… e giorno dopo giorno si torna a sentire sempre più persone che parlano altre lingue.

Media e autorità si lamentano per la troppa gente in giro per gli aperitivi. Esagerano. Io che abito vicino al Naviglio Grande, vedo una vita appena normale.

Vedo piuttosto le strade ricominciare a riempirsi di macchine e di frenesia. E chissà se forse non ci ritroveremo presto a provare anche un filo di nostalgia per questi mesi di lentezza e di silenzi.


Per saperne di più



Nel Bachelor in Lingue applicate, l’Istituto di Traduzione e Interpretazione IUED forma professionisti della lingua e della comunicazione, in grado di agire con sicurezza tra lingue, culture e domini diversi. Il corso di studi mette in condizione di operare nella gestione di progetti, eventi e informazioni in contesti multilingui, nell’ambito della traduzione o nella comunicazione tecnica all’interfaccia tra persone e tecnologie.

Nel Master in Traduzione professionale, un indirizzo del Master in Linguistica applicata della ZHAW, l’Istituto di IUED forma esperti della mediazione linguistica professionale. Gli studenti scelgono tra le seguenti specializzazioni:

  • Traduzione settoriale
  • Gestione di progetti di traduzione
  • Comunicazione accessibile / Traduzione audiovisiva

Per le specializzazioni in Gestione di progetti di traduzione e Comunicazione accessibile/Traduzione audiovisiva sono richieste due lingue di studio, cioè la lingua di base (solitamente la lingua madre) e una lingua straniera (combinazione linguistica AC), mentre per Traduzione settoriale le lingue di studio devono essere almeno tre (combinazione linguistica ACC).

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